Alle nostre ragazze e a nostri ragazzi,
credo che nei momenti difficili, le reazioni “di pancia” siano solo le più semplici e, a mio avviso, le meno appropriate.
Non ho mai visto superare un muro con un altro muro, neppure superare il mare con un oceano.
Ho visto invece ponti, parole, orecchie pronte ad ascoltare, sistemi capaci di flettersi e comprendere, col tempo e la pazienza.
Le vere “battaglie” non sono “la guerra”.
E credo che occorra veramente ripensare parole e atteggiamenti.
Viviamo in un modo disinformato, pericoloso, lacerato da guerre VERE, pazientemente costruite, che sanno di sangue e dolore. Di urla e di morti.
Spero e voglio condividere una realtà costruita attraverso un paziente e forte dialogo, vissuto nella consapevolezza e nella responsabilità .
Il dia-logo, la parola che diventa realtà di sensazioni, visioni, ascolti, passioni, è reciprocità .
La parola, il Logos.
Un Sentire che si gioca fra le persone. Fra i mondi che si toccano.
La Scuola è nostra, una comunità che si costruisce quotidianamente “passando di mano in mano” il “munus”, che è il “dovere” che è anche “dono”.
E amore.
La mia, la vostra, la nostra scuola è questo, dovere e dono, reciproco.
Confido nel nostro e vostro dialogo, nel vostro e nostro senso di responsabilità dialogica. Adulta capacità di accogliere insieme ogni problema, che spesso già suggerisce soluzioni.
E il dialogo è il ponte per la pace, la reciprocità , apertura a orizzonti di consapevolezza adulta. E perché no, anche di cambiamenti e rivoluzioni pensate. E riflettute.
Ma rivoluzioni di amore verso orizzonti impensabile e bellissimi.
Il mio, il vostro, il nostro futuro.
Ci siamo, siamo qui.
Il vostro dirigente
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