Finalmente cittadine!

Il 2 giugno 1946 si formano lunghe file davanti ai seggi elettorali. Per la prima volta nella storia d’Italia, le donne votano e sono elette.  

Decenni di lotta avevano condotto a questo giorno: dalle battaglie di Anna Maria Mozzoni, pioniera dell’emancipazione italiana nell’Ottocento, all’impegno delle partigiane durante la Resistenza. Il Decreto Bonomi del 1945 estese alle donne il diritto di voto attivo e passivo, esercitato per la prima volta nelle elezioni amministrative della primavera del 1946 e poi nel referendum istituzionale del 2 giugno. Il 30 marzo 1946, a Pontedera, Fulvia Pellegrini era già stata eletta prima consigliera comunale d’Italia.  

Il 2 giugno 1946 gli italiani e le italiane furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica e a eleggere i loro rappresentanti all’Assemblea costituente. Su 556 deputati eletti, le donne erano 21, appartenenti a diversi schieramenti politici.  

Tra le aderenti al Partito Comunista Italiano troviamo Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minelli, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini e Maria Maddalena Rossi. Per la Democrazia Cristiana invece furono elette Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra e Vittoria Titomanlio. Per il Partito Socialista la fiorentina Bianca Bianchi e Lina Merlin. Infine, per il Fronte dell’Uomo Qualunque si deve ricordare Ottavia Penna. Molto diverse tra loro per età, cultura ed esperienze politiche, le prime donne elette seppero tuttavia dare voce comune alle aspirazioni di emancipazione delle italiane, contribuendo in modo determinante all’elaborazione della Costituzione. Il loro apporto fu decisivo su articoli fondamentali quali l’uguaglianza davanti alla legge (art. 3), nella famiglia (art. 29), nel lavoro (art. 37) e nell’accesso alle cariche pubbliche (art. 51). 

 

Nilde Iotti fu una partigiana e segretaria dell’UDI di Reggio Emilia, prima donna eletta nel consiglio comunale della stessa città, è poi una delle 21 donne elette all’Assemblea costituente e membro della Commissione dei 75. Nel 1979 divenne la prima donna Presidente della Camera dei deputati, incarico che ricoprirà fino al 1992, nonostante le difficoltà incontrate, soprattutto all’interno del suo stesso partito, dopo l’inizio della sua relazione con Palmiro Togliatti. Il tema della famiglia costituisce uno dei fili rossi del suo impegno politico, dall’Assemblea costituente fino alla riforma del diritto di famiglia 

Podcast:

Lettera di Nilde Iotti a Palmiro Togliatti

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