La scuola non tace: restiamo umani

Comunicato del Collegio Docenti contro le violenze sui civili nella striscia di Gaza

La scuola è un presidio permanente di dialogo, legalità, democrazia, coscienza civile e umanità, e dunque non può essere un luogo neutrale di fronte al dolore e all’ingiustizia.

Come docenti abbiamo una responsabilità che va oltre al mero insegnamento di contenuti disciplinari: educhiamo ogni giorno alla cittadinanza, ai valori costituzionali, alla giustizia, alla pace, alla solidarietà e al rispetto della dignità umana.

Per queste ragioni, nel delicato e complesso momento storico che stiamo attraversando, non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle atrocità perpetrate contro la popolazione civile.

Tra i tanti conflitti che affliggono il nostro pianeta, in questi ultimi mesi assistiamo alla catastrofe umanitaria attuata dal governo israeliano in Palestina, che non può lasciarci indifferenti e ci obbliga a non tacere, consci che il silenzio, in certi momenti della storia, rischia di diventare complicità.

A tal riguardo, l’operazione terroristica realizzata da Hamas il 7 ottobre 2023, che condanniamo con forza per il carattere di violenza indiscriminata, non può giustificare la spropositata reazione che ne è seguita, caratterizzata da un tentativo di pulizia etnica basato su sistematiche e gravissime violazioni di tutti i diritti fondamentali, nei confronti di uomini, donne, bambini e bambine.

Condanniamo dunque il massacro, lo sterminio, il genocidio in atto, qualsiasi sia la parola che si voglia scegliere.

Esprimiamo, altresì, la nostra solidarietà nei confronti di coloro che, dal basso, come semplici cittadini e cittadine, riconoscendo la disumanità perpetrata nei confronti della popolazione civile, agiscono invece per ristabilire il giusto ordine delle cose.

Proponiamo di osservare un minuto di silenzio, nei primi giorni di scuola, in memoria delle vittime palestinesi e di tutti i conflitti esistenti.

Ci impegniamo poi per intensificare le occasioni di confronto e dialogo educativo per approfondire la questione insieme agli studenti e alle studentesse.

Chiediamo con forza che il governo italiano e le istituzioni tutte condannino con fermezza le azioni violente in corso e si adoperino, sul piano diplomatico, per il raggiungimento di un cessate il fuoco. Allo stesso tempo, riteniamo imprescindibile garantire corridoi umanitari sicuri e il libero accesso degli aiuti alla popolazione civile, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e dei trattati internazionali vigenti.

Fermiamo il massacro, restiamo umani.

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